Dettagli     Allegati    


ott
8
2019
2019
Raccontare male la cooperazione
La nostra risposta all'articolo uscito oggi, 8 ottobre 2019, su La Stampa di Torino

Basso rischio d’impresa. Ampie agevolazioni. Controlli delle istituzioni ridotto al minimo. Ecco, il mondo delle cooperative può essere considerato la porta di servizio per arrivare alla cassaforte dell’Amministrazione. Per questo, la criminalità organizzata punta a infiltrarsi in questo universo parallelo dell’imprenditoria.


Questa l’apertura dell’articolo a firma di Claudio Laugeri pubblicato oggi, 8 ottobre 2019, su La Stampa di Torino. 

Basso rischio d’impresa? Ampie agevolazioni? Controlli al minimo? Universo parallelo dell’imprenditoria? Illeciti e modi per frodare il fisco e la legge? Cooperative fraudolente e amministrazioni compiacenti? Cooperative paradiso dei truffatori?  Ma a quale cooperazione si sta riferendo, Laugeri? Lo chiediamo perché nell’articolo non c’è traccia di fatti, ci sono frasi e insinuazioni senza nessuna evidenza. Affermazioni generiche e qualunquiste, che lasciano intuire che forse il giornalista sa qualcosa di più che però non dice. E, quindi, ribadiamo: a quale fatti fa riferimento Laugeri?


Non è questo il luogo in cui ribattere una a una le molte insinuazioni e la cattiva informazione presente nell’articolo di Laugeri. Lo faremo a suo tempo. Ma una cosa vogliamo ribadire. Non siamo certo noi a negare che anche nel mondo cooperativo ci siano irregolarità e abusi e da anni ci battiamo perché venga adottato un disegno di legge the combatta le false cooperative. In questa direzione, per esempio, va anche il Protocollo Legalità firmato con il Ministero dell’Interno.


Altresì ribadiamo che i casi di malaffare vanno gestiti e penalmente perseguiti, senza per questo distruggere un settore economico che, ne siamo certi, è uno dei più sani dell’economia italiana.


Non chiediamo a Laugeri di ritrattare, né al Direttore de La Stampa di pubblicare una smentita, anche perché non sapremmo cosa chiedergli di smentire, se non le brutte allusioni ed i brutti sottintesi che non ci sono certo sfuggiti e che riteniamo indegni. Ma invitiamo entrambi a venire a trovarci, a venire a conoscere le centinaia di donne e uomini che ogni giorno lavorano per il bene comune e la costruzione di una società e una economia più democratica e solidale e a raccontare le loro storie, storie di cui siamo orgogliosi.

 

In allegato la lettera che abbiamo inviato al direttore de La Stampa

Torna Indietro